E così Spalletti avrà ora l’onore di allenare la Squadra più gloriosa d’Italia, da lui, in modo logico e naturale, fortemente voluta. Dandogli il mio benvenuto, mi auguro che, nonostante tutte le problematiche da affrontare, possa riuscire a fare bene con noi.
Ha evidentemente a lungo sognato di coronare così la sua carriera e, pur di allenare la nostra amata Juve, ha praticamente quasi firmato in bianco accettando una cifra relativamente moderata rispetto ad altri colleghi ed una durata del contratto di otto mesi (con opzione di rinnovo in caso di piazzamento in zona Champions)
Non mi ha sinceramente mai entusiasmato (soprattutto sotto il profilo caratteriale), ma lo ritengo comunque, sulla carta, uno dei migliori allenatori acquisibili in questo momento (forse quello che più faceva al caso nostro, in questo frangente, tra quelli disponibili).
Si tratta oggettivamente di un tecnico carismatico, ambizioso, navigato, esperto, con personalità, autorevolezza e spalle larghe, tutte qualità che, per vari motivi, ci servono adesso tantissimo con questi giocatori (da fare svegliare e crescere e mettere di fronte alle proprie responsabilità) e questi dirigenti (per me bisognosi di una figura forte).
Lasciando da parte piccolezze del passato (scenetta della stretta di mano ed altri atteggiamenti non proprio da vincente) e facendogli invece i complimenti per le signorili e belle parole spese per il nostro carissimo Igor Tudor, voglio proiettarmi su ciò che potrà adesso fare in Bianconero.
In tal senso, oltre che sulle sue qualità sopra accennate e sulla sua fame e voglia di riscatto dopo l’esperienza in nazionale, al termine della quale avrà magari anche fatto un bagno di umiltà (come sembra abbia riferito a Fabio Capello), voglio confidare pure nella nostra tradizione vincente con gli allenatori toscani e, a tal proposito, anche nel fatto che pure lui, come Max Allegri (pur avendo alcune caratteristiche diverse), sia sempre stato molto stimato, tra gli altri, da un certo Marcello Lippi. Speriamo bene.
Speriamo proprio che Spalletti, adesso che ha raggiunto il punto più alto della sua carriera (venendo così considerato un “delinquente” da tanti frustrati antijuventini e da qualche loro tragicomico giornalaccio spazzatura ), possa onorare i nostri colori e contribuire a riportarci al nostro posto (magari anche grazie a qualche funzionale rinforzo nel mercato di gennaio nei ruoli nevralgici e da tempo poco coperti).
Auguriamoci di poter presto tornare con lui, in qualche modo, a lottare contro tutto e tutti per vincere ed a riempire ulteriormente la nostra ricca bacheca (che magari avrà presto il piacere di ammirare). Ricominciamo a scrivere la nostra prestigiosa Storia. Uniti e fieri. Fino alla fine.
Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.







